(Internet) AND (World folies)
< Dice il saggio [ovviamente il sottoscritto]: >
Non e' importante che tu sia informatico, power user, user o utonto, l'importante e' che tu sappia ridere dei tuoi errori!
martedì, gennaio 30, 2007
* L'ADSL di SL
A casa di SL ho installato due anni fa una rete WiFi, debitamente configurata e protetta tramite l'ottimo router Netgear DG834G. Da allora la usano due notebook diversi.
Di botto, due giorni fa, il tutto smette di funzionare. UL mi dice di passare a casa di SL a controllare il problema poichè SL ovviamente rompe le balle scatole. La cosa curiosa e' che da remoto non riesco piu' ad accedere al pannello di controllo web del router, raggiungibile tramite DynDns e una specifica porta sul router.
Arrivato a casa di SL, questi mi accoglie con un "mi sa che questo giro e' dura". A queste affermazioni porta-rogna ho imparato a non rispondere.
Controllo lo stato della rete: i notebook si collegano correttamente al router, ma non riescono ad uscire sulla Rete.
Soluzione: tolto corrente al router, atteso 5 secondi, ridato corrente al router. Magicamente il tutto ha ripreso a funzionare.
Inutile dire che alla domanda "avete provato a spegnere e riaccendere il router?" era stata data risposta affermativa.
* L'odio in Rete di Antonio Roversi
Ho letto il libro di cui sopra, edito da il Muliino.
Molto interessante sulla carta (la battuta e' quasi d'obbligo), ma molto meno nella pratica.
L'autore del libro, partendo dal presupposto che non vuole fare un libro a favore del terrorismo islamico, parte da una ricerca (ed esperienza personale) sul tifo calcistico in rete, dalla quasi totale assenza del fanatismo sul comunismo italiano in Rete, dalla partecipazione piu' attiva da parte del nazifascismo sulla Rete, per poi concludere con un'analisi dei siti incitanti alla jihad.
Sorvolo sul fatto che non vedo il nesso tra il tifo calcistico e il resto del libro e che (non voglio indagare e non voglio scatenare polemiche politiche, al solito!) non vedo come sia possibile che i fanatici del comunismo italiano si tengano alla larga dalla Rete se non giustificandolo in una differente organizzazione "offline".
La cosa davvero negativa, e che mi ha fatto rileggere tutto il libro con un occhio molto piu' critico, l'ho trovata a pagina 142, all'inizio del capitolo 4.
Cito testualmente "Bunt [citando due dei suoi libri[ ci dice infatti che gia' da una quindicina di anni - e dunque da ben prima della prima guerra nel golfo - sono presenti online numerosi siti islamici."
Bene.
Ora, dando per ovvio che l'edizione che ho in mano (2006) sia la prima e che i 15 anni li si conti da quell'anno, possibile che gia' nel 1991 c'erano numerosi siti islamici? Ne dubito, visto che il WWW e' stato inventato da Tim Berners-Lee nel 1991/1992 e che fino ad allora le comunicazioni internet viaggiavano sopratutto via email.
Insomma: come molti giornalisti, cita senza controllare le fonti. Questo e' molto negativo e fa scadere (e non di poco personalmente) il suo lavoro.
Per chiudere, il libro non e' male, ma non aggiunge niente di particolarmente nuovo perche', come tutti i fenomeni, come tutte le mode, come tutti i fatti legati a Internet, non li si puo' prendere come a se' stanti, come legati solo al mondo virtuale. E fare questo errore, di non analizzare (anche solo per semplicita') la vita reale in tutto questo, produce solo una mezza analisi.
lunedì, gennaio 29, 2007
* L'anonimato di questo b-log
Ho sempre cercato l'anonimato di questo b-log tra parenti e amici e a nessuno ho mai dato il link (tranne al mio partner, che pero' non lo visita mai).
Il motivo? Aver la possibilita' di scrivere a cuor leggero le cose comiche di tutti i giorni, per sdrammatizzare la nostra quotidianeita' lavorativa fin troppo seria.
Ma ora gia' due persone tra quelle di cui questo b-log parla hanno scoperto il link al b-log, grazie a Google (ovviamente) e la cosa mi da' un po' fastidio, nonostante non mi abbiano mai detto nulla sui (pochissimi) post riguardanti loro.
Non per altro: non so quanto possa dar *loro* fastidio il vedere ironizzato (ovviamente in maniera anonima) un loro refuso. Spero non se la prendano a male, cosi' come mi auguro non si prenda mai male nessuno per un b-log innocente come questo.
A mia discolpa posso dire che ne ho pubblicati anche di miei, considerato poi che di potenziali post non ne ho pubblicati a centinaia poiche' passerei tutto il giorno ad aggiornare questo b-log piuttosto che lavorare.
In ogni caso, se un domani leggerete sul corrierone "blogger accoltellato per un post"... beh, la vittima sono io al 90%.
* Beatifichiamo quei martiri di fogli di stile!
Stiamo realizzando un nuovo sito web, ovviamente utilizzando i fogli di stile.
Tra gli altri c'e' un cazzutissimo piccolo problemino sul footer del sito. Ovvero il testo contenuto nella cella che contiene il footer sembra leggermente spostato verso destra.
Dal mio punto di vista, come webmaster, probabilmente il foglio di stile prevede qualcosa che non va.
UL, webdesigner, posto davanti al problema nega stizzito: "E smettiamola di mettere in croce sti benedetti fogli di stile!" tirando in causa tre innoqui JavaScript antispam presenti a meta' del testo nella cella.
Dopo meno di 5 minuti UL scopre che lo stile associato a quella cella prevedeva, erroneamente, un bordo a sinistra di 20 pixel. Tolto il bordo ovviamente tutto torna alla normalita'.
Che dite, propongo la causa di beatificazione per i fogli di stile? 
* I problemi di memoria del pc di SD
Il pc di SD ha problemi. E SD, ovviamente, non fa altro che segnalarlo ogni 3x2.
SD scrive: "ehm...il mio pc continua a mandarmi l'avviso di memoria insuff.... in attesa di aumentare le RAM io non posso fare nulla per "aiutarlo"?? archiviare in modo diverso....non so....."
UL a botta risponde: "L'unico modo penso sia quello di tenere aperte soltanto le applicazioni necessarie e richiuderle dopo averle usate. Evitare di aprire e lasciare aperte Word, Excel, Outlook ed X finestre di Internet Explorer."
mercoledì, gennaio 17, 2007
* Free Hot Spot
Esiste una societa' che si e' mossa prima di Google, anche in Italia, offrendo accesso Wifi completamente gratuito.
Il tutto funziona molto semplicemente: ci si iscrive al servizio, si attiva il proprio WiFi sul notebook, ci si collega all'hotspot e si naviga senza problemi.
Beh, certo, il servizio e' offerto (al momento in cui scrivo) in Italia in solo 87 hospot. Ma, credo possa essere molto interessante, soprattutto quando il WiMax fara' la sua comparsa sul nostro territorio, presumibilmente a Giugno 2007.
Qualcuno ha avuto modo di provarlo, questo Free-Hotspot.com?
giovedì, gennaio 11, 2007
* L'omicidio di Erba
E' stato molto sentito dall'opinione pubblica, negli ultimi giorni, il cosiddetto omicidio di Erba dove sono state massacrate quattro persone tra cui un incolpevole bambino di pochissimi anni. E' notizia di questa mattina che sospettati, dei vicini di casa delle vittime, hanno confessato.
A loro difesa i vicini avevano detto di essere stati in paninoteca dopo aver fatto un giro per negozi, proprio nelle ore del delitto.
Ora, ad incastrarli, ci sono non solo delle prove ematiche rilevate sulla loro auto o le foto scattate da un telefonino sul luogo del delitto in un orario incompatibile al loro alibi o il dubbio dello scontrino del McDonald's (reperto che indica l'orario delle 21.30, lasciando il dubbio poiche' il delitto e' stato compiuto intorno alle 20.00), ma ci sono anche dei tabulati telefonici.
Tracciando infatti i movimenti del cellulare dei due sospettati tra i vari ponti radio, si e' piu' che certi che il loro alibi non fosse veritiero.
Questo e' l'ennesimo caso in cui i tabulati telefonici -tanto criticati dai difensori della privacy ad ogni costo- aiutano nella soluzione di un delitto. E questo e' uno di quei casi che ci deve indurre alla riflessione su quanto sia importante che un piccolo pezzo della nostra privacy possa essere intaccata con l'obiettivo della sicurezza della globalita' della popolazione.
...sempre che uno non abbia qualcosa (di grosso) da nascondere...
lunedì, gennaio 08, 2007
* Google e gli altri
Mi hanno regalato un bel libro edito da poco dal titolo "Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business" di John Battelle (titolo originale "The Search") edito in Italia da Cortina Raffaello.
Non e' beceramente la storia dei due pazzi fondatori di Google o l'analisi da gossip di come si lavora in Google, ma un incrocio tra la storia del primo miliardo di dollari di Google e un confrontro storico tra i vari motori di ricerca del passato e attuali. Quali i vantaggi, gli svantaggi e il perche' della rivoluzione Google. Con una piccola analisi anche da un punto di vista tecnico
Il libro e' aggiornato a Maggio 2006 e quindi manca per esempio dell'acquisizione di YouTube da parte di Google ma, essendo un libro tradotto, e' gia' molto cosi'.
E' ovviamente molto ben scritto e intrigante e ve lo consiglio.
Per non anticiparvi niente vi lascio con una mia riflessione scaturita dalla lettura del libro.
Nel 1996 i due fondatori di Google pensavano che era sbagliato e controproducente che venissero utilizzati banner grafici pubblicitari (soprattutto e tipicamente fuori contesto) con l'obiettivo di distrarre l'utente dalla ricerca che stava facendo. Partendo da questo semplicissimo ragiornamento hanno fatto la loro fortuna.
Peccato che, nel 1996, la stessa riflessione la facevo pure io utilizzando motori di ricerca come Altavista o Yahoo. Solo che loro due hanno avuto la fortuna/coraggio/preparazione per realizzare cio' che pensavano. Io no, ovviamente: io non sono nessuno e ai tempi non conoscevo nessuno con cui confrontarmi.
E infatti oggi, a distanza di 10 anni (!), la differenza tra il mio e i loro conti correnti si vede, eccome se si vede!
mercoledì, gennaio 03, 2007
* Contro i pedofili... la censura
Eh si, e' proprio questo a cui stiamo andando incontro. Dove? In Italia, ragazzi, non in Cina, non a Cuba. Ma nella bellissima e favolosa Italia.
Un decreto legge del Ministro Paolo Gentiloni firmato oggi, obbliga infatti i provider ad oscurare tutti i siti aventi carattere pedopornografico. Su tale argomento attendo trepidante un post del ministro stesso sul proprio b-log, per porre i miei (fortissimi, ma civilissimi!) dubbi.
Funzionera' cosi': le forze dell'ordine realizzeranno una black list di siti web e tocchera' agli ISP, entro sei ore, a dover oscurare (molto probabilmente tramite variazione dei DNS) la visibilita' di questi siti web. Esattamente come avviene in Cina per temi quali la liberta' e siti come di notizie come cnn.com.
Ora, chiariamo. Non sono ovviamente interessato da pedofilia ("Disturbo psicosessuale caratterizzato da attrazione erotica per bambini dello stesso o dell'altro sesso, o di entrambi." definizione presa da Psicoterapi@web) e per proprieta' transitiva mi fa piu' che schifo la pedopornografia.
Ma qui il problema e' la pedofilia, non la pedopornografia. E' come se volessimo curare i cocainomani semplicemente facendo sparire tutta la cocaina dall'Italia. Risultato: questi vanno all'estero, oppure si rivolgono al mercato nero. Per curarli dalla loro malattia, non puoi fare altro che curarli e fare cultura nella popolazione affinche' i soggetti vengano curati e non si aspetti la conclamazione del singolo e drammatico caso.
Tornando alla pedofilia, relativamente al mondo Internet non ci sono solo i siti web: ci sono newsgroups, il P2P, le mailing list, la posta elettronica. E nel mondo non digitale ci sono videocassette, DVD, giornali (spero di no), fotografie che uno dell'"ambiente" immagino possa reperire tramite vari canali.
Il fatto di togliergli una sola fonte (i siti web) non risolve il problema, semmai potrebbe portare all'aumento della frustazione (e qui ci vorrebbe uno psichiatra esperto in problematiche del genere) e all'escogitare differenti strategie per arrivare al proprio obiettivo, compreso infine l'atto di violenza nei confronti di un bambino (vero e non digitale).
E' poi interessante una scheda del Corriere che mostra alcuni stati occidentali dove esiste una legislazione in materia: USA (solo biblioteche e istituzioni locali minori, quindi e' come non fare nulla), Inghilterra (British Telecom responsabile della lista nera, ma non e' chiaro se gli altri provider sono vincolati alle scelte fatte da BT), Germania (pochi organismi locali) e Norvegia (come per l'Inghilterra). Mancano stati come Francia, Olanda, Spagna, Svizzera, Austria, il Belgio e tantissimi altri. Quindi, a differenza di altre volte, con questo decreto legge non mi pare ci inventiamo niente di particolarmente buono contro la pedofilia.
Insomma, pur essendo il sottoscritto l'ultimo dei garantisti, non me la sento proprio di trovare cosi' tanti punti positivi in questo decreto legge (che men che meno non e' una legge votata dal parlamento italiano e non credo ci fosse carattere di urgenza).
Infatti, come afferma don Di Noto, prete attivo contro la pedofili "bisogna agire in sede Onu sensibilizzando i Paesi che hanno aderito alla convenzione di Ginevra sui diritti dell'infanzia. Dobbiamo chiedere loro comportamenti in difesa dei bambini, considerato che alcuni di loro hanno atteggiamenti di tolleranza pseudo culturale nei confronti del fenomeno" (cit. La Repubblica).
E, aggiungo io, come per l'alcol, per le droghe (anche leggere, ragazzi, credetemi), l'alta velocita' in auto, il casco allacciato e le luci accese in moto, e' necessario fare cultura, far crescere nelle persone, nei cittadini, la consapevolezza che se c'e' un problema questo si puo' anche curare e che bisogna cominciare a parlarne seriamente. Perche' non e' giusto che chi ha un problema non venga curato, soprattutto oggi che per tutti questi problemi una (rispettiva) cura vera, reale, che funziona, esiste.
Altrimenti, questi cercheranno altre strade per procurarsi cio' che desiderano (e' facile cambiare i DNS della propria connessione internet o usare anonimizer vari o usare il P2P, non credo lo debba insegnare io).
ps. vi prego di non lasciare commenti sull'argomento droghe leggere/droghe pesanti: questo post parla di pedofilia. Sull'argomento (decisamente OT) so il fatto mio (senza entrare nel personale -ad esempio- vorrei chiedere a Pannella di fare lo sciopero di sigarette & C, altro che sciopero della fame e della sete!
). Grazie.
lunedì, gennaio 01, 2007
* Animation Vs Animator
Della serie: "cosa si riesce a fare con Flash", due ottimi esempi di demenza totale in due minuti (l'uno) al servizio di un animatore decisamente fuori dalla norma, Alan Becker.
...ragazzi che invidia a saper fare certe cose, soprattutto considerato il successo e la fama che la cosa gli avra' certamente portato!